100% Schizzo n°3 - Gelatineide

Gelatineide – Battaglia per Deneb
Il secondo capitolo della saga creata da Alessandro Fusari

Titolo: Gelatineide – Battaglia per Deneb
Autore: Alessandro Fusari
Collana: Collezione 100% Schizzo n. 3
Caratteristiche: brossurato, 56 pagine a colori, più copertina a colori con alette patinata
opaca
schizzo_100_3Formato: 17X26 cm
Prezzo: 9,00 €
Supervisione di Michele Ginevra
Prefazione di Antonio Serra e Stefano Guereschi
Supervisione di Michele Ginevra
Edizione a cura del CENTRO FUMETTO "ANDREA PAZIENZA"
NOVEMBRE 2008

Dopo 3 anni di preparazione e intenso lavoro, Alessandro Fusari torna alla ribalta con un nuovo, spettacolare capitolo delle avventure di Randolph Reed, il protagonista di Gaudeamus Igitur, stavolta alle prese con epiche battaglie denebiane e striscianti manovre politiche dietro le quinte per la conquista della galassia.

E il contrastato rapporto tra potere o strapotere della tecnica e umanità (inserendo in questa categoria anche le creature aliene, che essendo emanazione della nostra creatività non possono che essere, ahinoi, in qualche modo “umane”) è sempre stato uno dei temi privilegiati della fantascienza. Ecco quindi che fin da subito, scorrendo le tavole di “Gelatineide”, non solo mi sono trovato coinvolto dalla storia,ma soprattutto da un’altra avventura che emergeva con forza: quella dell’evoluzione umana e professionale dell’autore.

(dalla prefazione di Antonio Serra)

Intervista all'autore

CFAPAZ: Sono passati tre anni dal primo capitolo. Ancora di più da "Dinamiche di gruppo", in cui compaiono per la prima volta i tuoi personaggi. Cosa ti ha spinto a sviluppare questa idea e a farne una miniserie?

fusari_fotoAF: Il primo spunto è dato dalla mia passione per la fantascienza. Quando ho scritto “Dinamiche di gruppo”, però, non pensavo ad un seguito: era una storia di sole cinque pagine, nata durante il corso di fumetto con Frezzato, che poi ho presentato al concorso per esordienti di Cremona. Alla fine il protagonista perde gambe e braccia, davvero non pensavo a sviluppi futuri. La storia si piazzò al secondo posto del concorso, in giuria c’era Casertano, che mi fece i complimenti, e in seguito il Centro Fumetto mi offrì la possibilità di pubblicare una storia più ampia, la futura “Gaudeamus igitur”, prendendo spunto proprio da “Dinamiche di gruppo”. Fu lì che affrontai in modo “strutturale” il problema di un seguito. Optai per una storia con qualche riferimento autobiografico, disseminando qua e là vari spunti da sviluppare in un eventuale secondo episodio. Scrivere “Gelatineide” non è stato difficile: si è trattato di riprendere quegli spunti e di ampliare la vicenda di Randolph, il protagonista, passando da un ambito personale ad un contesto… galattico! Riferimenti come l’ultimo ciclo di Star Wars sono per me imprescindibili, dunque la trilogia era quasi d’obbligo. E nel prossimo episodio, al quale per ora ho dato il titolo provvisorio di “Ius Primus” (Brodo primordiale), ci saranno alcune sorprese.

CFAPAZ: Le tue tavole mostrano un complesso lavoro grafico. Raccontaci un po' di backstage...

AF: Il nodo è l’integrazione fra disegni a mano e render di modelli tridimensionali sviluppati preventivamente, con il fondamentale aiuto di alcuni amici (Emiliano Guarneri, Luca Miragoli e Tullio Zanibelli). In pratica, disegnato lo storyboard e gli studi preliminari, si realizzano tutti i modelli tridimensionali degli ambienti e dei mezzi tecnologici che compariranno nella storia, grazie ad un CAD tridimensionale (Softimage XSI 4.2). È un’operazione lunga, faticosa ma importante, perché permette poi di disporre di modelli dettagliati, che si possono inquadrare da qualunque prospettiva, creando immagini d’impatto. L’inquadratura è in genere quella definita nello storyboard, anche se sono possibili varianti dettate dalla suggestione delle forme del modello, esplorabile sotto ogni angolatura.

Si scelgono quindi le dimensioni della vignetta, l’inquadratura, la posizione delle luci ed il peso delle linee di contorno. Anche questa è una fase delicata, che richiede parecchie prove. Sulla base dei parametri scelti, il CAD 3D genera questi render degli sfondi e dei mezzi, che vanno poi sovrapposti su vari livelli (livello con il solo contorno al tratto, livello con la colorazione in scala di grigi/seppia, sporcature, effetto profondità.). A questo punto, studio in dettaglio la posa del personaggio, in rapporto allo sfondo appena creato, ponendo la massima attenzione alla coerenza prospettica e alle proporzioni relative. Naturalmente mi baso sempre sulla traccia dello storyborad. Lavoro con i lucidi ed il tavolo luminoso, disegnando i personaggi prima a matita e poi ripassandoli, sempre su lucido, con pennarelli chinati di varia dimensione. In questa fase, il computer è bandito.

Quindi, acquisisco i disegni con lo scanner, a 300 dpi. Inizia poi la fase di integrazione dei disegni e dei render e la successiva colorazione al computer. Utilizzo Corel Photopaint 12 ed una tavoletta Wacom A6 “Wide”. Creo diversi livelli di colorazione: quello con i colori piatti in scala Pantone, con grigi caldi e freddi, quello con le ombre, quello con le sporcature, quello con i colpi di luce; ci sono poi, naturalmente i livelli dei render 3D e quello con il disegno ripassato e posizionato sullo sfondo. Le proporzioni di ogni vignetta sono relative a un foglio A3 (meglio non lesinare con la risoluzione dei particolari!). Questa procedura, con poche varianti, si ripete per tutte le vignette di ciascuna delle 48 pagine. Ottenuta la pagina completa, passo al lettering, con CorelDraw 12 e la tavoletta. Ho preventivamente scritto e corretto tutti i testi, quindi basta creare l’area bianca della forma desiderata, “cliccare” al suo interno ed “incollare” il testo appena copiato. Stando attenti che la grafica complessiva sia ben leggibile e corretta… Un modo non tradizionale di fare fumetti, in cui il vantaggio è quello di avere quasi tutto sotto controllo e un livello di dettaglio molto elevato. Realizzare una pagina completa richiede mediamente 16 ore.

CFAPAZ: Il tuo stile è cambiato. In particolare trovo molto azzeccata la costruzione delle tavole, da vero fumettista. A quali modelli fai riferimento?

AF: Più di dieci anni fa vidi Silver Surfer, in bianco e nero, disegnato da Castellini. Fu uno shock. Come si potevano disegnare tanti dettagli e ottenere un simile “impatto” visivo? Poi conobbi Massimiliano Frezzato, con il suo magistrale uso del colore e la sua freschezza espressiva. Ho sempre cercato una sintesi tra questi estremi, passando per De Angelis, Chichoni, Gimenez, Otomo ed altri. Ero ormai verso la fine di “Gelatineide” quando ho scoperto Joshua Middleton, con il suo tratto elegante e definito e le sue inquadrature “filmiche”. Ecco, penso che quest’ultimo sia un modello a cui tendere per me!

CFAPAZ: Come ti sembra il panorama della fantascienza a fumetti? Pensi di poter trovare un tuo spazio?

AF: Ehm… Passiamo alla domanda successiva. Da due anni ho aperto un blog, http://www.gelatineide.blogspot.com, nella speranza di avere un confronto con qualche appassionato o lettore. A giudicare dalla quantità di commenti che ho avuto, la fuori c’è un deserto postatomico. Questo mi ha fatto riflettere. Il tipo di fantascienza che racconto è per certi aspetti “classico” (astronavi, alieni, guerre galattiche…), per altri aspetti ironico o paradossale (con un paragone azzardato, mi vengono in mente Douglas Adams e la sua “Guida galattica per gli autostoppisti”). È un equilibrio che trovo naturale, ma che non sempre risulta ben accetto. Una considerazione che esprimeva anche Antonio Serra nella sua prefazione a “Gaudeamus igitur”. Posso solo dire che, per la prima volta nella mia vicenda di “fumettista”, sono personalmente soddisfatto del lavoro che ho svolto con Gelatineide. Spero nei lettori che vorranno “provare” questo mio strano cocktail di fantascienza e di ironia!

CFAPAZ: Tu hai già un buon lavoro... Perché ti sei messo a fare fumetti? Che aspettative hai per il futuro?

AF: È la vecchia metafora del sogno chiuso nel cassetto: il mio era così pieno che non si chiudeva più e i sogni sono scappati fuori. Il mondo del fumetto a livello professionale è estremamente selettivo, c’è una grande offerta di fumettisti e una domanda relativamente piccola. Amo disegnare e raccontare storie, mi piacerebbe farlo professionalmente se ne avessi l’occasione. Intanto, non posso che ringraziare il Centro Fumetto per il sostegno e le opportunità che mi ha offerto in questi anni, sperando che la collaborazione continui. È una fortuna che a Cremona esista una realtà come quella! Ci sono casi eclatanti di ingegneri che sono diventati fumettisti a tempo pieno (Vittorio Giardino, per esempio). Il mio lavoro da ingegnere comunque mi piace, desidero conciliare la passione per il fumetto con la mia attività. L’impegno e la determinazione non mi mancano.