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100% Schizzo n°5: Gaki PDF Stampa
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100% Schizzo n°5: Gaki
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Intervista all'autore

CFAPAZ: Come sapete, ci tenevamo molto a pubblicarvi. Ora il primo libro di Gaki è una realtà. Come valutate questa esperienza con un editore non professionista, com'è il Cfapaz?

MM&MC: Senza dubbio positiva, certo si può e si deve migliorare assieme il rapporto per quanto riguarda il metodo di lavoro, ma di certo ci siamo trovati bene! Anche perchè su quest'albo ci è stato dato modo di lavorare in totale libertà, o quasi, raccontando la nostra storia senza metter mano più di tanto su quello che volevamo fare.

CFAPAZ: Raccontateci come avete impostato questa saga e come intendete articolarla nei tre libri previsti.

MM&MC: La saga di Gaki dal titolo Cacciatori di Vento sarà divisa in 3 albi simili. Contrariamente alle altre due minisere proposte dal Centro Fumetto all’interno della collana “Collezione 100% Schizzo”, ovvero Progetto Uranus e Randolph Reed, gli albi di Gaki non raccontano storie in qualche modo autoconclusive bensì sono un’unica storia divisa in tre atti. Nel primo numero si vedranno gli eventi che danno inizio alla vicenda, nel secondo il pieno svolgimento, il terzo racconterà il finale di Cacciatori di Vento. Di certo il contesto in cui abbiamo inserito i nostri personaggi, quello del fantastico nel Giappone antico, offre talmente tanti spunti che le idee vengono fuori da sole…

C’è un mondo realmente esistito, c’è una principessa dal nome Hitaka realmente esistita, ci sono riferimenti a cose o persone realmente esistite… e poi c’è tutto quell’irreale che trasforma la storia in leggenda. Ovviamente rivisitato a modo nostro! Le cose da dire sarebbero tante, vorremmo addentrarci di più nella trama, ma non vogliamo rischiare di rovinare il colpo di scena già presente alla fine di questo primo numero. Quindi magari, se siete interessati, ci ridiamo appuntamento per altre due considerazioni ad albo uscito.

CFAPAZ: Pur non avendo lo stesso stile, entrambi fate evidentemente riferimento a modelli grafici orientali. Come avete maturato questa scelta?

MM: mi sono sempre piaciuti sia i Manga che i Comics Americani, autori come Tsukasa Hojo, Masashi Kishimoto, J. Scott Campbell, Jim Lee e chi ne ha più ne metta mi hanno influenzato molto, specialmente gli ultimi due citati. Ho ammirato e guardato molto (pure copiando :P) i loro lavori mentre cercavo di imparare. Poi però ho capito che c’è un momento in cui si sente il bisogno di dire qualcosa, un momento in cui si cresce, e tutto questo ti porta a trovare un modo tutto tuo per esprimersi, e con Gaki credo di aver avuto il modo di poter iniziare a farlo. Di certo è solo un buon inizio, ma per ora ne sono soddisfatto… vedremo tra qualche anno! MC: sinceramente non so quanto sia ‘evidente’ questo riferimento a modelli grafici orientali nel mio caso… Delle opere Giapponesi a livello visivo apprezzo l’utilizzo sapiente del retino e (solo in certi casi) il tipo d’inchiostrazione a pennello molto sottile ed elegante. Per il resto penso che ognuno debba esprimere col suo disegno la cultura del suo mondo, non quella di un paese che nemmeno conosce… Dei prodotti orientali più che lo stile grafico amo ed ho cercato di apprendere principalmente la capacità di creare storie ad ampio respiro, strutturate per durare nel tempo e ricche di personaggi con complesse personalità. Caratteristiche che alla fine non sono certo esclusiva della cultura giapponese, ma semplicemente rispecchiano il livello di un prodotto che non aspira ad essere solo intrattenimento da toilette.

CFAPAZ: Che aspettative avete con Gaki?

MM&MC: Che non finisca con Cacciatori di Vento!

CFAPAZ: Quali sono i vostri prossimi lavori? Intendete proseguire la vostra collaborazione o vi vedremo anche su progetti separati? Anche qui potete scrivere risposte separate.

MM&MC: Stiamo collaborando con la DeAgostini per un progetto non nostro di prossima pubblicazione, abbiamo Big Ben che fermenta come il vino buono in cerca di un editore disposto a pubblicarlo senza annacquarlo, e poi si… c’è Gaki. Lavoreremo sempre assieme? Penso di si, visto che abbiamo talmente tanti difetti complementari ai pregi dell’altro che ormai il nostro rapporto è questione di soppravivenza lavorativa… diciamo!